
Perdere il lavoro è sempre causa di preoccupazione, e può esserlo ancora di più se si lavora in un paese diverso dal proprio paese di residenza. Ma niente paura! Ecco un vademecum che vi spiega come funziona la disoccupazione per i frontalieri, quali sono le tappe da seguire per ottenere le indennità, e come mettere i vostri averi pensionistici in sicurezza durante un periodo di transizione con un conto di libero passaggio.

Che cos’è la NASpI
Se siete lavoratori frontalieri residenti in Italia, avete il diritto di richiedere l’indennità di disoccupazione nel vostro Paese di residenza. Questo significa che, in caso di perdita del lavoro, potete accedere alla NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), erogata dall’INPS a determinate condizioni su richiesta del lavoratore o della lavoratrice in situazione di disoccupazione. Occorre quindi presentare domanda per avere diritto alla prestazione.
L’erogazione della NASpI è soggetta a tutta una serie di requisiti, condizioni ed eccezioni. Vi elenchiamo qui i requisiti principali, invitandovi a consultare la pagina NASpI dell’INPS (potete trovarla qui) per tutti i dettagli.

L’importo della NASpI dipende dalla vostra retribuzione media degli ultimi anni. L’avente diritto riceve il 75% della retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni (per conoscere il modo esatto in cui viene effettuato il calcolo della retribuzione media mensile, potete consultare la pagina dell’INPS), se questa è inferiore a un importo di riferimento stabilito dalla legge e aggiornata ogni anno dall’INPS in base all’indice ISTAT. Nel 2026 la soglia è fissata a € 1'456.72. Oltre tale soglia, si aggiunge una quota pari al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e l’importo di riferimento. In ogni caso, è previsto un importo mensile massimo, aggiornato anche in questo caso ogni anno. Nel 2026, l’importo è di € 1.584.70.
L’indennità viene versata per un periodo massimo di 24 mesi. All’interno di questa finestra, il periodo esatto di erogazione equivale alla metà delle settimane di lavoro degli ultimi 4 anni.
A partire dal sesto mese (o dall’ottavo se l’avente diritto aveva 55 anni al momento della richiesta), l’importo si riduce progressivamente del 3% al mese.
È importante sapere che vi sono diverse circostanze nelle quali il diritto all’erogazione dell’indennità NASpI decade. Si tratta in molti casi di situazioni in cui si è omesso di dichiarare modifiche della propria situazione professionale o personale. In particolare, si perde il diritto alla NASpI se:
Come abbiamo visto, i lavoratori frontalieri italiani che esercitano la professione in Svizzera pagano i contributi sul territorio elvetico ma in caso di disoccupazione ricevono l'indennità dall'INPS. Questa situazione è dovuta alla normativa attuale, la quale prevede che l'indennità di disoccupazione venga erogata dal proprio paese di residenza, e non dal paese in cui si lavora e in cui vengono versati i contributi. La Svizzera rimborsa all'Italia e agli altri paesi di frontiera le prestazioni versate fino a un massimale fissato.
Nei prossimi anni, tuttavia, la situazione potrebbe cambiare. Recentemente, l’Unione europea ha posto sul tavolo una revisione – in discussione già da diversi anni a diversi livelli – che concerne le norme di coordinazione dei sistemi nazionali di sicurezza sociale, compresa l’indennità di disoccupazione. Questa riforma, se definitivamente approvata dal Parlamento europeo, introdurrebbe un’importante novità: l'indennità di disoccupazione sarà in futuro percepita nel paese in cui si è svolta la professione, e non in quello in cui si risiede.
Poiché questa tematica rientra negli accordi Svizzera-UE sulla libera circolazione delle persone, la misura in discussione concerne anche la Svizzera. Ciò non significa però un’adozione automatica della riforma in contemporanea con l’applicazione in Europa: la Confederazione elvetica sarebbe chiamata a pronunciarsi per comunicare se e come intenda integrare questa modifica. È in questa fase che la Svizzera potrebbe negoziare condizioni specifiche e tempistica di un'eventuale riforma in questo senso.
La conseguenza per i frontalieri (inclusi naturalmente i cittadini italiani) in caso di adozione della riforma è evidente: in quanto occupati in Svizzera, i lavoratori frontalieri riceverebbero le prestazioni di disoccupazione proprio dalla Svizzera, e non più dall'Italia. Si tratta di un cambiamento significativo, che avrebbe un impatto importante sulla gestione delle prestazioni di disoccupazione da parte delle autorità svizzere, non solo a livello economico, ma anche amministrativo e di gestione degli uffici di collocamento.
In sintesi, la riforma segna una svolta importante, ma non è ancora operativa per i frontalieri italiani che lavorano in Svizzera. Molto dipenderà dalle decisioni che verranno prese nei prossimi anni, sia a Bruxelles sia a Berna. Continuate a seguirci per rimanere aggiornati su questo tema.

La domanda per l’indennità NASpI deve essere presentata il prima possibile dopo la fine del rapporto di lavoro, e comunque entro 68 giorni dalla cessazione dell’attività.
Ecco i principali passaggi da seguire:
Questi passaggi possono essere intrapresi autonomamente, attraverso il portale INPS. Tuttavia, patronati e sindacati sono a vostra disposizione per assistervi nelle procedure e fornirvi informazioni utili.
Ecco, infine, alcune situazioni a cui prestare attenzione al momento della domanda NASpI, poiché possono richiedere documentazione aggiuntiva o possono ritardare il diritto a inoltrare la domanda:
Richiedere l’erogazione della NASpI equivale a dichiarare che si è disponibili ad assumere tempestivamente un impiego; è quindi essenziale, dopo aver inviato la domanda, iscriversi entro 15 giorni ai centri per l’impiego che vi saranno indicati: si tratta di un passaggio obbligatorio per mantenere il diritto all’indennità.
Una volta ottenuta la NASpI, è fondamentale mantenere aggiornato il vostro stato, soprattutto per quanto riguarda la comunicazione con l’INPS. In effetti, in molti casi, omettere di comunicare modifiche alla propria situazione sopprime il diritto all’indennità.
Dovete quindi comunicare tempestivamente all’INPS eventuali cambiamenti, come:
Ma queste circostanze non sono le uniche a poter avere un impatto sul diritto all’indennità. Qualsiasi cosa accada alla vostra situazione professionale o personale, non esitate: informatevi immediatamente presso l’INPS oppure presso un patronato per sapere se si tratta di un cambiamento che è obbligatorio annunciare immediatamente.
Infine, non sempre la perdita del reddito è totale. Nel caso doveste subire una riduzione della percentuale lavorativa, potreste avere diritto al cosiddetto “guadagno intermedio” previsto dalla normativa svizzera. Si tratta di un’indennità che compensa parzialmente la diminuzione dello stipendio. Per accedervi, è importante però che la riduzione del tasso di occupazione venga comunicata all’INPS nel periodo di preavviso, ovvero prima che il tasso sia effettivamente ridotto; in questa finestra temporale, bisogna iniziare immediatamente a effettuare candidature per un nuovo impiego, registrandosi all’ufficio di collocamento e contattando la Cassa di disoccupazione.

In caso di perdita del lavoro in Svizzera, come frontaliere è importante agire subito anche a livello previdenziale: in effetti, se si perde il lavoro si perde anche l’affiliazione alla cassa pensione dell’ultimo datore di lavoro. Il capitale accumulato nel 2° pilastro deve essere trasferito su un conto di libero passaggio, così da rimanere protetto e continuare a far parte della vostra previdenza. Questa soluzione vi permette di conservare i vostri averi in modo sicuro e flessibile, in attesa di un nuovo impiego o del pensionamento, senza perdere i benefici maturati nel tempo.
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Affrontare un periodo di disoccupazione come frontaliere può sembrare complesso, ma con le giuste informazioni anche questa situazione può diventare gestibile. Conoscere i requisiti, rispettare le scadenze e seguire correttamente le procedure vi permette di accedere senza difficoltà al sostegno previsto.
Se vi trovate in questa situazione, il consiglio è di muovervi subito e, se necessario, farvi assistere da un patronato: vi aiuterà a evitare errori e a ottenere quanto vi spetta nel minor tempo possibile.
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