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Disoccupazione per i frontalieri italiani in Svizzera: tutto quello che c’è da sapere

Perdere il lavoro è sempre causa di preoccupazione, e può esserlo ancora di più se si lavora in un paese diverso dal proprio paese di residenza. Ma niente paura! Ecco un vademecum che vi spiega come funziona la disoccupazione per i frontalieri, quali sono le tappe da seguire per ottenere le indennità, e come mettere i vostri averi pensionistici in sicurezza durante un periodo di transizione con un conto di libero passaggio.

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Tutto sulla NASpI: il sussidio di disoccupazione dei residenti in Italia

Che cos’è la NASpI

Se siete lavoratori frontalieri residenti in Italia, avete il diritto di richiedere l’indennità di disoccupazione nel vostro Paese di residenza. Questo significa che, in caso di perdita del lavoro, potete accedere alla NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), erogata dall’INPS a determinate condizioni su richiesta del lavoratore o della lavoratrice in situazione di disoccupazione. Occorre quindi presentare domanda per avere diritto alla prestazione.

Requisiti per ottenere le indennità di disoccupazione

L’erogazione della NASpI è soggetta a tutta una serie di requisiti, condizioni ed eccezioni. Vi elenchiamo qui i requisiti principali, invitandovi a consultare la pagina NASpI dell’INPS (potete trovarla qui) per tutti i dettagli.

  • Tipo di interruzione del rapporto di lavoro: in primo luogo, per avere diritto all’indennità NASpI occorre trovarsi in situazione di disoccupazione non volontaria, come ad esempio nei casi seguenti (elenco non esaustivo, consultare la pagina dell’IMPS per una lista completa delle situazioni considerate valide ai fini dell’erogazione della NASpI):
    • licenziamento
    • scadenza di un contratto di lavoro a tempo determinato
    • dimissioni per maternità o altra giusta causa.
  • Attività professionale e contributi fino al momento della disoccupazione: per ottenere l’indennità dovete poter dimostrare di avere versato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni prima della situazione di disoccupazione e di aver svolto almeno 30 giornate di lavoro negli ultimi 12 mesi.  Se vi dimettete volontariamente da un lavoro e siete poi assunti per un nuovo impiego, dovrete maturare nuovamente almeno 13 settimane di contributi prima di poter accedere alla NASpI in caso di perdita involontaria del nuovo lavoro.
  • Un caso particolare: qualora si decida di intraprendere un’attività in proprio, si ha diritto alla liquidazione anticipata dell’intero trattamento NASpI. Ci sono tuttavia condizioni ben precise; in particolare, occorre informare tempestivamente l’INPS e dichiarare con un’apposita procedura qual è il reddito previsto per tale attività. Per informazioni dettagliate sull’argomento, vi consigliamo di consultare la pagina dell’INPS oppure un patronato.
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Ammontare e durata delle indennità

L’importo della NASpI dipende dalla vostra retribuzione media degli ultimi anni. L’avente diritto riceve il 75% della retribuzione media mensile degli ultimi quattro anni (per conoscere il modo esatto in cui viene effettuato il calcolo della retribuzione media mensile, potete consultare la pagina dell’INPS), se questa è inferiore a un importo di riferimento stabilito dalla legge e aggiornata ogni anno dall’INPS in base all’indice ISTAT. Nel 2026 la soglia è fissata a € 1'456.72. Oltre tale soglia, si aggiunge una quota pari al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e l’importo di riferimento. In ogni caso, è previsto un importo mensile massimo, aggiornato anche in questo caso ogni anno. Nel 2026, l’importo è di € 1.584.70.

L’indennità viene versata per un periodo massimo di 24 mesi. All’interno di questa finestra, il periodo esatto di erogazione equivale alla metà delle settimane di lavoro degli ultimi 4 anni.

A partire dal sesto mese (o dall’ottavo se l’avente diritto aveva 55 anni al momento della richiesta), l’importo si riduce progressivamente del 3% al mese.

Quando decade il diritto alla NASpI

È importante sapere che vi sono diverse circostanze nelle quali il diritto all’erogazione dell’indennità NASpI decade. Si tratta in molti casi di situazioni in cui si è omesso di dichiarare modifiche della propria situazione professionale o personale. In particolare, si perde il diritto alla NASpI se:

  • si inizia un nuovo lavoro (a tempo indeterminato o di durata superiore a 6 mesi) senza comunicare all’INPS, entro un mese, il reddito previsto derivante da tale attività
  • si ha già un lavoro part-time e non si dichiara entro un mese il reddito annuo previsto
  • si avvia un’attività autonoma senza comunicare entro un mese il reddito previsto
  • si raggiungono i requisiti per la pensione
  • si ottiene il diritto all’assegno ordinario di invalidità e, tra invalidità e NASpI, si opta per l’invalidità
  • non si partecipa, senza un valido motivo, alle attività di orientamento proposte dai Centri per l’Impiego.

La NASpI e le nuove regole in discussione in UE: i frontalieri italiani in Svizzera sono coinvolti?

Come abbiamo visto, i lavoratori frontalieri italiani che esercitano la professione in Svizzera pagano i contributi sul territorio elvetico ma in caso di disoccupazione ricevono l'indennità dall'INPS. Questa situazione è dovuta alla normativa attuale, la quale prevede che l'indennità di disoccupazione venga erogata dal proprio paese di residenza, e non dal paese in cui si lavora e in cui vengono versati i contributi. La Svizzera rimborsa all'Italia e agli altri paesi di frontiera le prestazioni versate fino a un massimale fissato.

Nei prossimi anni, tuttavia, la situazione potrebbe cambiare. Recentemente, l’Unione europea ha posto sul tavolo una revisione – in discussione già da diversi anni a diversi livelli – che concerne le norme di coordinazione dei sistemi nazionali di sicurezza sociale, compresa l’indennità di disoccupazione. Questa riforma, se definitivamente approvata dal Parlamento europeo, introdurrebbe un’importante novità: l'indennità di disoccupazione sarà in futuro percepita nel paese in cui si è svolta la professione, e non in quello in cui si risiede.

Poiché questa tematica rientra negli accordi Svizzera-UE sulla libera circolazione delle persone, la misura in discussione concerne anche la Svizzera. Ciò non significa però un’adozione automatica della riforma in contemporanea con l’applicazione in Europa: la Confederazione elvetica sarebbe chiamata a pronunciarsi per comunicare se e come intenda integrare questa modifica. È in questa fase che la Svizzera potrebbe negoziare condizioni specifiche e tempistica di un'eventuale riforma in questo senso.

La conseguenza per i frontalieri (inclusi naturalmente i cittadini italiani) in caso di adozione della riforma è evidente: in quanto occupati in Svizzera, i lavoratori frontalieri riceverebbero le prestazioni di disoccupazione proprio dalla Svizzera, e non più dall'Italia. Si tratta di un cambiamento significativo, che avrebbe un impatto importante sulla gestione delle prestazioni di disoccupazione da parte delle autorità svizzere, non solo a livello economico, ma anche amministrativo e di gestione degli uffici di collocamento.

In sintesi, la riforma segna una svolta importante, ma non è ancora operativa per i frontalieri italiani che lavorano in Svizzera. Molto dipenderà dalle decisioni che verranno prese nei prossimi anni, sia a Bruxelles sia a Berna. Continuate a seguirci per rimanere aggiornati su questo tema.

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Cosa fare per avere l’indennità: la vostra check-list

La domanda per l’indennità NASpI deve essere presentata il prima possibile dopo la fine del rapporto di lavoro, e comunque entro 68 giorni  dalla cessazione dell’attività.

Ecco i principali passaggi da seguire:

  1. Ottenete da tutti i vostri datori di lavoro degli ultimi 4 anni gli appositi attestati internazionali di lavoro (si veda il link in fondo alla pagina).
  2. Richiedete alla cassa di disoccupazione svizzera il modulo PD-U1: questo modulo attesta i periodi contributivi maturati in Svizzera da far valere all’estero.
  3. Presentate la domanda di NASpI all’INPS. La domanda comprenderà:
    1. lettera di licenziamento se presente
    2. modulo PD-U1
    3. attestati di lavoro
    4. documento d’identità e codice fiscale
    5. permesso G se presente.

Questi passaggi possono essere intrapresi autonomamente, attraverso il portale INPS. Tuttavia, patronati e sindacati sono a vostra disposizione per assistervi nelle procedure e fornirvi informazioni utili.

Ecco, infine, alcune situazioni a cui prestare attenzione al momento della domanda NASpI, poiché possono richiedere documentazione aggiuntiva o possono ritardare il diritto a inoltrare la domanda:

  • Avete familiari a carico? Dovrete fornire anche informazioni sui redditi del vostro nucleo familiare.
  • Avevate aperto una partita IVA in passato? Dovrete dimostrare che la vostra attività è cessata o comunque che nell’anno in corso non prevedete un reddito superiore ai 4.800 € lordi.
  • Siete in situazione di malattia/infortunio? Potrete presentare la domanda NASpI solo una volta terminata la copertura da parte dell’assicurazione.

ATTENZIONE!

Richiedere l’erogazione della NASpI equivale a dichiarare che si è disponibili ad assumere tempestivamente un impiego; è quindi essenziale, dopo aver inviato la domanda, iscriversi entro 15 giorni ai centri per l’impiego che vi saranno indicati: si tratta di un passaggio obbligatorio per mantenere il diritto all’indennità.

Sto ricevendo l’indennità: a che cosa devo prestare attenzione?

Una volta ottenuta la NASpI, è fondamentale mantenere aggiornato il vostro stato, soprattutto per quanto riguarda la comunicazione con l’INPS. In effetti, in molti casi, omettere di comunicare modifiche alla propria situazione sopprime il diritto all’indennità.

Dovete quindi comunicare tempestivamente all’INPS eventuali cambiamenti, come:

  • un nuovo lavoro (anche temporaneo)
  • l’avvio di un’attività autonoma
  • malattia, maternità o ricovero
  • richiesta di pensione

Ma queste circostanze non sono le uniche a poter avere un impatto sul diritto all’indennità. Qualsiasi cosa accada alla vostra situazione professionale o personale, non esitate: informatevi immediatamente presso l’INPS oppure presso un patronato per sapere se si tratta di un cambiamento che è obbligatorio annunciare immediatamente.

Infine, non sempre la perdita del reddito è totale. Nel caso doveste subire una riduzione della percentuale lavorativa, potreste avere diritto al cosiddetto “guadagno intermedio” previsto dalla normativa svizzera. Si tratta di un’indennità che compensa parzialmente la diminuzione dello stipendio. Per accedervi, è importante però che la riduzione del tasso di occupazione venga comunicata all’INPS nel periodo di preavviso, ovvero prima che il tasso sia effettivamente ridotto; in questa finestra temporale, bisogna iniziare immediatamente a effettuare candidature per un nuovo impiego, registrandosi all’ufficio di collocamento e contattando la Cassa di disoccupazione.

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Disoccupazione e averi previdenziali: tutti i vantaggi di un conto di libero passaggio

In caso di perdita del lavoro in Svizzera, come frontaliere è importante agire subito anche a livello previdenziale: in effetti, se si perde il lavoro si perde anche l’affiliazione alla cassa pensione dell’ultimo datore di lavoro. Il capitale accumulato nel 2° pilastro deve essere trasferito su un conto di libero passaggio, così da rimanere protetto e continuare a far parte della vostra previdenza. Questa soluzione vi permette di conservare i vostri averi in modo sicuro e flessibile, in attesa di un nuovo impiego o del pensionamento, senza perdere i benefici maturati nel tempo.

Scegliere il partner giusto fa la differenza! Con PILLA potete aprire il vostro conto di libero passaggio in modo semplice e veloce, contando su una gestione affidabile e su un servizio pensato per le esigenze dei frontalieri. PILLA è un’app sicura e intuitiva, creata da Crédit Agricole next bank (Suisse) SA per aiutarvi a gestire il vostro libero passaggio in pochi click. Affidatevi a PILLA per proteggere il vostro capitale e trasformare un momento di incertezza in un’opportunità per pianificare il vostro futuro con maggiore serenità.

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In sintesi

Affrontare un periodo di disoccupazione come frontaliere può sembrare complesso, ma con le giuste informazioni anche questa situazione può diventare gestibile. Conoscere i requisiti, rispettare le scadenze e seguire correttamente le procedure vi permette di accedere senza difficoltà al sostegno previsto.

Se vi trovate in questa situazione, il consiglio è di muovervi subito e, se necessario, farvi assistere da un patronato: vi aiuterà a evitare errori e a ottenere quanto vi spetta nel minor tempo possibile.